mercoledì 7 marzo 2012
sabato 3 marzo 2012
giovedì 1 marzo 2012
Tengo famiglie..
Fonte : www.ordinefuturo.info
Notizia di questi giorni: negli Stati Uniti le persone adulte coniugate ormai sono meno del cinquanta per cento.
Purtroppo la realtà americana anticipa ciò che avverrà in seguito da noi. Nel bene e nel male.
Questa istantanea fotografa esattamente un fenomeno in atto da tempo. Avere emantenere una famiglia oramai è un'impresa.
Per sicurezza, meglio averne più d'una. Riunioni di famiglia che sembrano congressi di partito.(!)
Purtroppo la realtà americana anticipa ciò che avverrà in seguito da noi. Nel bene e nel male.
Questa istantanea fotografa esattamente un fenomeno in atto da tempo. Avere emantenere una famiglia oramai è un'impresa.
Per sicurezza, meglio averne più d'una. Riunioni di famiglia che sembrano congressi di partito.(!)
Il fidanzamento è diventato uno stato civile. Non tanti anni fa era un periodo, più o meno breve, che determinava l'inizio di un cammino di coppia. Ora è una dimensione dell'esistenza.
Negli ultimi quarant'anni è stato fatto di tutto per mettere in difficoltà una coppia che cerca di dare ufficialità alla propria unione e di accettare i figli che da questa possono derivare.
La famiglia non rappresenta un fatto solamente "privato", come vogliono farci intendere. Ma il fondamento della nostra comunità.Solo la famiglia tradizionale e naturale è la base di una società sana e serena.
Mantiene salde le radici e proietta nel futuro.
Al di fuori di essa la dissoluzione: morale, materiale e spirituale.
La famiglia non rappresenta un fatto solamente "privato", come vogliono farci intendere. Ma il fondamento della nostra comunità.Solo la famiglia tradizionale e naturale è la base di una società sana e serena.
Mantiene salde le radici e proietta nel futuro.
Al di fuori di essa la dissoluzione: morale, materiale e spirituale.
CROTONE:FN: “VALLONE UGUALE STALIN” !
CROTONE - Volevano votare la modifica dell'articolo 17 dello statuto comunale di Crotone per vietare al pubblico di assistere ai lavori delle commissioni consiliari, ma alla fine la maggioranza ha lasciato posto ad una modifica meno drastica proposta dai capigruppo, per via delle pressioni esercitate in città nelle ore scorse dai comitati cittadini, trasformatasi in aula in una forte contestazione che ha preso luogo quando gli addetti alla sicurezza hanno strappato lo striscione del gruppo dei militanti di Forza Nuova, che recitava: “VALLONE = STALIN”, lo stesso responsabile regionale del movimento, Davide Pirillo è stato allontanato fisicamente, dagli spalti della sala del consiglio comunale, dove è rientrato solo dopo un lungo chiarimento con gli agenti della Digos e dei vigili. Lo stesso Davide Pirillo dichiara: “E' vergognoso che si possa solo pensare di vietare l'accesso e segretare le commissioni comunali, la nostra è stata una protesta forte, messa in atto in quanto non possiamo tollerare il solo principio che ci abbiano provato; anche la seconda proposta di modifica (quella presentata e votata), non ci sembra una buona alternativa, l'articolo 17 andava lasciato come era. Terremo alta l'attenzione.”.
Forza Nuova - Calabria
domenica 26 febbraio 2012
Gli amiconi di Goldman Sachs
Fonte : Rinascita.eu
Mario Draghi alla Bce, Mario Monti in Italia e Lucas Papademos in Grecia condividono tale filosofia e hanno tutti e tre un imprinting della banca made in Usa, insieme a Gianni Letta, Romano Prodi e al non compianto Tommaso Padoa Schioppa. Draghi in un intervista al Wall Street Journal ha ribadito la necessità di modernizzare il mondo del lavoro. Ossia, tornare ai tempi dei padroni delle ferriere. I mercati del lavoro, ha lamentato, scaricano tutta la flessibilità sui giovani e tutelano gli occupati con salari che seguono l'anzianità invece che la produttività. Il modello sociale europeo è morto. Si deve tagliare la spesa pubblica, pur senza aumentare le tasse (grazie, almeno questo!) in modo da favorire gli investimenti e la crescita economica. Da parte sua Monti, al termine dell’incontro dell'incontro con il premier irlandese Enda Kenny, si è compiaciuto che le firme di entrambi compaiano sulla lettera per la crescita economica che 12 capi di governo hanno indirizzato a Herman Van Rompuy (Consiglio europeo) e Josè Barroso (Commissione) in vista del vertice UE della prossima settimana. Una lettera che rappresenta una presa di posizione a fianco della Gran Bretagna e contro l’asse continentale tedesco-francese.
giovedì 23 febbraio 2012
L'Ecuador Azzera Il Debito Pubblico e Subisce Un Golpe.
Ecco come l'Ecuador si è liberato dal suo gravoso e derisorio debito pubblico, contratto con la federal reserve americana, e di come il suo presidente abbia rischiato la vita, per avere osato mettersi contro certi "poteri forti".
giovedì 9 febbraio 2012
Sono Proprio dei Fascisti questi Ungheresi (Ma cosa c’è Scritto in quella Costituzione?)
Nota di Rischio Calcolato: Ma guarda tu come è differente la realtà da quella che ci propinano i media mainstream. Quante volte abbiamo sentito della svolta “fascista” del Premier Orban? Quali sono i motivi per cui l’Unione Europea sta facendo fuoco e fiamme (vabbeh fuochino e fiammelle, cioè il massimo che può esprimere) contro l’Ungheria.
Vi ricordate l’orribile, fascista (forse anche un pochino razzista) nuova costituzione ungherese fatta passare in tutta fretta da Orban (ma da un parlamento regolarmente eletto e seguendo le procedure previste..). Bene Duro di Sicilia, agricoltore (agricolblogger?)sensibile e informato su certi temi, ha scoperto che……
Da Duro di Sicilia: L’agricoltura Ungherese sfida la globalizzazione:
Incredibile, non tutti in Europa subiscono passivi i diktat europei. Esiste una nazione che ha deciso di sfidare la ricetta dei banchieri europei e riappropriarsi orgogliosamente della propria politica economica, monetaria e fiscale. Si tratta dell’Ungheria guidata dal suo Primo Ministro Viktor Orban.
Questi grazie ad una maggioranza schiacciante in Parlamento (2/3) ha appena promulgato (dal 1° Gennaio 2012) una nuova Costituzione che appare decisamente controcorrente rispetto alla deriva tecnocratica e globalista che sempre più influenza le politiche degli Stati nazionali. L’idea generale è quella di perseguire l’interesse nazionale in tutte le politiche dello Stato Ungherese: economico-finanziarie, industriali, sociali, ambientali…
Naturalmente anche l’agricoltura ungherese verrà influenzata sia dai principi Costituzionali sia da norme specifiche coerenti con i primi.
Nella nuova Costituzione Ungherese, si legge, tra i principi fondanti la nazione :
All natural resources, especially agricultural land, forests and drinking water supplies,biodiversity – in particular native plant and animal species – and cultural assets shallform part of the nation’s common heritage, and the State and every person shall beobliged to protect, sustain and preserve them for future generations.
Tutte le risorse naturali, specialmente i terreni agricoli, le foreste e le fonti di acqua potabile, la biodiversità – in particolar modo le piante e le specie animali endemiche- ed i beni culturali saranno parte del patrimonio comune della nazione, e lo Stato ed ogni persona saranno obbligati a proteggerli, sostenerli e preservarli per le future generazioni.
Ok, direte voi, si tratta dei soliti bei principi generali enunciati in ogni Costituzione che nessuna applicazione trovano nella realtà. Non so, però all’atto pratico in Ungheria sono stati adottati almeno tre importanti provvedimenti per difendere la produzione agricola nazionale: 1) sono stati imposti dei dazi alle importazioni su alcune prodotti agricoli e non, particolarmente soggetti alla concorrenza sleale dei paesi emergenti; 2) è stato adottato l’obbligo per la grande distribuzione di esporre sui propri scaffali almeno il 30 % di prodotti agricoli locali (sarebbe stato l’80 % se non fosse intervenuta l’UE a limitarne l’impatto); 3) è in atto una moratoria che impedisce l’acquisto di terreni agricoli ungheresi da parte di soggetti stranieri.
A mio avviso si tratta di semplici politiche di buon senso che qualsiasi comunità responsabile e con lo sguardo rivolto al futuro dovrebbe adottare per preservare il proprio territorio rurale e la propria sovranità alimentare.
Tornando alla Costituzione Ungherese, un altro punto appare rilevante, all’art. 20 infatti, risulta che:
(1) Every person shall have the right to physical and mental health.(2) Hungary shall promote the exercise of the right set out in Paragraph (1) byensuring that its agriculture remains free from any genetically modified organism, byproviding access to healthy food and drinking water, by managing industrial safetyand healthcare, by supporting sports and regular physical exercise, and by ensuringenvironmental protection
In poche parole, la Costituzione Ungherese vieta la presenza di colture OGM all’interno della propria filiera agricola. Ciò principalmente per due ordini di motivi:
1) per motivi salutistici (che io personalmente ritengo superabili e non intrinseci alla tecnologia, in tutta onestà);
2) per motivi economici, politici e sociali, gli ungheresi hanno infatti ben compreso che la diffusione dei prodotti alimentari OGM e la loro accettazione da parte dei consumatori (molto contrari al momento in Ungheria come in Italia) sarà il Cavallo di Troia per la penetrazione sui mercati locali di prodotti agricoli OGM provenienti dai paesi emergenti a basso costo, dove già si è scatenata la corsa all’accaparramento di enormi superfici di terreni agricoli (Africa, Sud America) da parte di multinazionali, potenze straniere e multimiliardari vari.
Le colture OGM, al momento in commercio, sono infatti ideate per semplificare il processo produttivo a tutto vantaggio delle aree emergenti dove non esiste competenza qualificata (come nei sistemi occidentali) per gestire gli attuali processi produttivi, così da determinare la definitiva delocalizzazione oltre che delle fabbriche, anche delle produzioni agricole primarie.
Coerentemente con l’impostazione ogm-free il Ministero dello Sviluppo Rurale ha inteso stimolare l’utilizzo di sementi prodotte in Ungheria stessa, dove peraltro esiste una dinamica attività di miglioramento genetico tradizionale, ed è stata costituita qualche anno fa una banca del gene con lo scopo di preservare i corredi genetici della flora ungherese.
L’obiettivo generale di queste politiche è di preservare l’autonomia alimentare nazionale e la sovranità sulla semente delle colture maggiormente diffuse nel Paese.
Purtroppo nel sistema economico, nel quale ci troviamo al momento, privilegiare le risorse, le aziende e la produzione nazionale sembra diventato una sorta di crimine contro l’Umanità, così l’Ungheria è stata oggetto prima di pubblici rimproveri da parte dei soliti tedeschi, quindi oggetto dell’attenzione delle agenzie di rating che ne hanno abbassato il rating sul debito, giudicando “incredibilmente errate” e “non ortodosse” le politiche economiche ungheresi.
Al momento la situazione delle finanze ungheresi è precipitata, ed i suoi titoli di Stato sono classificati come spazzatura, costringendola a pagare interessi elevatissimi sul suo debito.
Il debito nazionale è oramai diventato uno strumento di ricatto per tutte le nazioni che non si allineano alla globalizzazione. Ma il debito, potrebbe essere un arma spuntata, se si ha il coraggio di ripudiarlo e di rompere le relazioni finanziarie internazionali, al contrario perdere l’autonomia alimentare nazionale e la sovranità sulle proprie risorse genetiche offrirebbe l’arma letale ai grandi poteri finanziari che intendono disporre delle comunità nazionali come fossero sacrificabili pedoni.
martedì 7 febbraio 2012
Intervista a Roberto Fiore(Segretario Nazionale Forza Nuova).
L'estrema destra avanza in Europa.
Intervista di questa mattina di David Gramiccioli(Radio Ies) a Roberto Fiore(Segretario Nazionale Forza Nuova).
Intervista di questa mattina di David Gramiccioli(Radio Ies) a Roberto Fiore(Segretario Nazionale Forza Nuova).
lunedì 6 febbraio 2012
domenica 5 febbraio 2012
Giocano a ‘monopoli’ sulla pelle degli italiani
La Banca Centrale Europea ha erogato 498 miliardi di euro alle banche europee al tasso dell’ 1% per tre anni. A fine febbraio è previsto un altro mega prestito di 400 miliardi alle stesse condizioni.
La misura, scopiazzata dagli Stati Uniti che hanno tentato così di “salvare il capitalismo finanziario” dalla crisi del 2008 scaricando ogni peso sulle classi deboli interne e quindi catapultando il problema nella colonia-Europa, è stata dichiarata, dai Signori del denaro, dagli eurocrati, una misura per far ripartire l’economia con finanziamenti alle imprese. I soldi sono ovviamente nostri, pagati attraverso l’aumento dell’inflazione e la sottrazione di agevolazioni degli Stati all’economia reale.
E vengono usati così, dai signori delle banche d’affari e dalle loro strutture “centrali” sottratte alle nazioni, per finanziare loro stessi e cioè un sistema bancario parassitario che lucra interessi sui redditi dei cittadini e sui prestiti alle imprese produttive. Il problema è che le imprese produttive sono attualmente affossate proprio da questa usura centralizzata.
Un’usura che, in Europa, si spaccia con una moneta carta-straccia emessa dalle stesse banche (private) e che viene usata dai signori della finanza – dai Monti, dai Draghi – per sfidarsi a “monopoli” o al gioco delle tre carte.
Lo ripetiamo: 898 miliardi di euro che finiscono alle banche sono una cifra colossale.
Ma le piccole e medie imprese in sofferenza finanziaria non ne godranno certo. Gli istituti bancari beneficati non erogano più crediti. Con quei soldi pareggiano i loro investimenti sbagliati, acquistano titoli di Stato per ricavarne interessi del 7% medio l’anno e remunerano i loro soci con succosi dividendi, benché travolti da anni di crisi.
Prendiamo Unicredit, IntesaSanPaolo e Monte dei Paschi di Siena, che insieme hanno prelevato circa 35 miliardi dalla BCE a gennaio. Queste banche li investiranno in titoli di Stato, che le remuneranno con il 6/7%, e per coprire investimenti sbagliati che le hanno lasciate senza liquidità.
Nel frattempo le aziende chiudono, le persone sono licenziate, le famiglie perdono le case perché non riescono a pagare le rate del mutuo, gli imprenditori si suicidano.
Se invece che alle banche italiane il prestito all’1% per tre anni, che si aggirerà alla fine a circa 100 miilardi (nella prima rata hanno prelevato circa 50 miliardi) fosse stato erogato alle imprese l’Italia sarebbe già ripartita.
Ma Rigor Mortis , uomo di banca, figlio e nipote di banchieri, del popolo se ne frega. L’Italia fallisce mentre i banchieri brindano.
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